Trattamento antimuffa

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Per poter attuare un corretto trattamento antimuffa dobbiamo chiarire innanzitutto alcuni aspetti sulla formazione della muffa

La muffa si forma su elementi costruttivi a causa di costante o permanente umidità. Bisogna quindi chiarire da dove deriva l'umidità:

  • può semplicemente essere prodotta dagli abitanti stessi (ogni persona quotidianamente produce 1-1,5 lt di vapore, facendo la doccia si produce 1 lt di vapore, gli essicatori per biancheria ne formano 1-3,5 lt e addirittura fiori e piante ne forniscono 0,5-1 lt);
  • attraverso punti non stagni, a contatto con il terreno, può penetrare dall'esterno;
  • in certe condizioni si forma completamente da sola in qualità di condensa (rugiada) su parti di una costruzione confinanti con l'esterno: dietro l'armadio, in bagno, nell'angolino, ... in questi casi probabilmente si tratta di muffa, formatasi per isolamenti termici sbagliati (ponti termici) ed areazione insufficiente.

Il primo passo che porta alla formazione della muffa è la condensazione, fenomeno che si verifica perché sussistono nell'ambiente temperature differenti. Quindi sui muri si forma condensa, se: 

  • le pareti sono isolate male;
  • il locale è arieggiato male;
  • la porta che separa una stanza non riscaldata da quelle riscaldate viene lasciata aperta poiché l'aria fredda assorbe meno vapore acqueo, sulle superfici fredde (ad es. sulle pareti) della stanza priva di riscaldamento si forma dapprima condensa e poi muffa.

L'importanza costruttiva della casa

Da questo si evince l'assoluta importanza che ricopre un adeguato involucro edilizio, prima causa di disagi termici e di tutti i fenomeni che ne derivano (muffa compresa); un altro ruolo fondamentale è sicuramente giocato dai materiali di finitura, ovvero tutti quegli elementi con cui il vapore acqueo rilasciato dall'aria viene a contatto.Ricordiamo anche che esiste il fenomeno di condensa interstiziale, ovvero vapore acqueo insinuato nei vari strati di isolamento degli edifici; anche qui facciamo presente l'importanza dei materiali utilizzati che devono mantenere in maniera duratura le loro prestazioni fisico-tecniche e non devono perdere nel tempo la capacità di trattenere il calore.

Quindi la miglior prevenzione è da adottarsi già in fase di progettazione e costruzione della casa:

  • Una superficie abitabile sufficientemente ampia a persona garantisce il necessario volume d'aria per poter compensare l'umidità in eccesso.
  • Provvedere con buoni isolamenti delle parti esterne (vedi ciclo isolamento termico) come muro, soffitto, pavimento a produrre alte temperature sulle superfici interne: essendo la differenza tra la temperatura dell'aria al centro del locale e delle superfici minore di 4°C, difficilmente si può formare condensa!
  • Utilizzare materiali con elevata capacità di assorbimento di vapore evitando l'utilizzo di rivestimenti ceramici, carta da parati al vinile, soffitti in cemento, pavimenti in PVC.

Una volta che la casa è costruita è buona norma arieggiare abbondantemente rispettando i criteri di risparmio energetico: un cambio d'aria completo da 0,5 a 0,8 volte l'ora nelle abitazioni (5 minuti di aerazione rapida ogni due ore nelle abitazioni ad isolamento normale, meccanicamente controllata in quelle con buon isolamento).
Le condizioni ideali per la formazione di muffe si possono facilmente creare all'interno di abitazioni non correttamente costruite o nelle quali siano state introdotte delle modifiche, come la sostituzione delle finestre senza preoccuparsi di verificare la situazione globale dell'immobile. Una parte di responsabilità può ricadere anche nella cattiva conduzione dell'immobile da parte di chi vi soggiorna se non procede con un'adeguata ventilazione in particolar modo se produce forti carichi di umidità all'interno dei locali (cucina, presenza di piante o animali, bagni frequenti ecc…).
L'attuale normativa prevede che con una temperatura interna dell'aria di+20° e un'umidità relativa del 65% non si debbano formare condense superficiali sulle pareti interne. Occorre sottolineare che se correttamente isolato e con tutti i ponti termici eliminati un immobile assai difficilmente potrà presentare delle condense interne.

Alcuni casi

Può accadere che in vecchi edifici che mai hanno presentato problemi di muffe, a seguito del cambio dei vecchi serramenti che avevano molti "spifferi" con moderni serramenti con una tenuta all'aria più efficiente, compaiano delle muffe. Questo avviene perché il nuovo serramento, più efficiente termicamente, limita le dispersioni per ventilazione non controllate. Di conseguenza il vapore acqueo contenuto nell'aria dell'ambiente non potendo uscire liberamente finisce con il condensare sulle superfici fredde (dovute ai ponti termici presenti quasi sempre nei vecchi immobili,) creando il miglior terreno di coltura per la crescita delle muffe.Ciò non significa che non sia corretto intervenire sui serramenti; la cosa migliore sarebbe riqualificare energeticamente anche le murature mediante l'isolamento, sempre meglio dall'esterno, ponendo attenzione all'eliminazione dei ponti termici presenti. Se non è possibile intervenire isolando le pareti esternamente ma solo internamente si dovrà prestare attenzione ai materiali, favorendo quelli in grado di assorbire l'umidità nel tempo per poi rilasciarla lentamente nella stagione estiva. Nel caso nemmeno questo fosse possibile occorre ventilare più spesso, (che è comunque una buona abitudine al fine di ridurre gli inquinanti indoor) ma come? Tenere aperto 20 o 30 minuti le finestre al mattino non risolve i problemi, anzi, nel periodo invernale finisce col raffreddare ancora di più le murature interne e favorire il raggiungimento del punto di rugiada (quando l'acqua passa dallo stato gassoso del vapore acqueo allo stato liquido). Saranno preferibili brevi e ripetute aperture durante la giornata: indicativamente è buona norma aprire le finestre per 2/3 minuti almeno 5/6 volte al giorno per smaltire il vapore in eccesso, senza raffreddare troppo i locali. Sempre in edifici non correttamente isolati, spesso le muffe proliferano dietro agli armadi. Il fenomeno è acuito dalla mancata possibilità da parte dell'impianto di riscaldamento di riuscire a riscaldare la parete la quale rimane molto più fredda, determinando la condensa e quindi l'insorgenza di muffe. Una soluzione parzialmente mitigatrice può essere quella di tenere l'armadio separato dalla parete per una decina di centimetri, cosa certamente non risolutiva e a volte non praticabile facilmente nei piccoli appartamenti moderni. È certo che una corretta coibentazione dell'edificio avrebbe scongiurato a monte un simile disagio. In taluni casi si sono riscontrate muffe estese alla quasi totalità degli appartamenti di alcuni immobili, in questo caso si è operato mediante un'analisi in loco durante il periodo invernale, avvalendosi di strumentazione termografica per rilevare le temperature superficiali interne delle zone interessate dalle muffe. È anche stata misurata l'umidità relativa nel momento dell'ispezione oltre che durante più giornate in modo da individuare se le abitudini di vita del conduttore andassero al di fuori della normale attività domestica. Quasi sempre, purtroppo anche in immobili costruiti di recente, la causa era ascrivibile a errori in fase di progettazione o di esecuzione dell'edificio: i problemi più rilevanti erano in corrispondenza della presenza delle strutture in cemento armato, ma anche nei serramenti, posati malamente o con soglie di pietra non interrotte tra interno ed esterno e non isolate.
Sulla scorta di questi dati strumentali e di rilievo vengono eseguite contestazioni che a volte sfociano in cause legali in quanto spesso sono state omesse delle operazioni prescritte nelle normative.

Consigli per un buon trattamento antimuffa

Da questa lettura si può capire quanti e quanto sono vari i fattori in gioco che determinano presenza e persistenza nel tempo delle muffe in ambito casalingo.
Se il problema è strutturale (isolamenti non efficaci, scarsa esposizione al sole etc.) con pitture e prodotti antimuffa, alcool o candeggina non risolverete il problema alla fonte, ma sarebbe un rimedio temporaneo che potrebbe risolvere i vostri problemi per periodi più o meno brevi a seconda la gravità del caso. In questi casi la risoluzione definitiva del problema sarebbe l'applicazione di un termocappotto (vedi ciclo isolamento termico) successivamente l'uso di pittura antimuffa sarebbe risolutivo e funzionale. In altri casi potrebbe rendersi necessario un intervento di risanamento dell'umidità di risalita con iniezioni di resine o con l'uso di particolari malte o rasanti, e successivamente terminare il ciclo risanante con prodotti di finitura antimuffa. Ma il vero consiglio che vi diamo è di farvi aiutare (possibilmente da un ns. tecnico) ad identificare con precisione quali siano le vere cause di proliferazione contestualizzate al vostro caso, al fine di trovare una soluzione che sia la più definitiva possibile.

 

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